Zitti Tutti
Non si può mai sapere quando dolore c è dietro una porta, ognuno vive la vita con gli strumenti che ha e chi è più fortunato o più tenace con gli strumenti che si è costruito.
Ho imparato nella vita a tenerlo stretto il dolore, ad ascoltarlo, a fare della paura un punto di partenza. Non è sempre così, ovvio, ma sono sicuro che sto facendo un buon lavoro. La paura del dolore spesso mi mobilita,mi tiene in movimento, ed io non la vedo come un’eterna fuga ma anzi, la accolgo come una strategia funzionale per dirmi: “ ok hai paura, ok arriverà il dolore, muoviti che puoi accompagnarti verso l’uscita.. “
Non so se sia la strategia migliore, so che per me funziona.
Negli anni questo mi aiutato anche ad essere comprensivo verso gli altri, ad ASCOLTARE, a vestire i panni di chi a volte si apre e mi confessa ciò che lo spaventa, a volte confesso che è pesante, portarsi a casa i turbamenti degli altri quando già la tua vita è una continua lotta, non è facile, ma sono contento di questo, so che non ho mai voluto vivere una vita in superficie, non fa per me, non è nel mio essere..
Penso che il percorso con te piccolo mio sia stato rilevante per marchiare a fuoco questa mia caratteristica che in realtà ho sempre avuto ma che ho sempre provato a nascondere, confondendo il fatto che fossero gli altri a non capirmi senza rendermi conto che fondamentalmente ero io che non volevo che mi capissero..
Sono convinto che dietro ogni sorriso ci sia una battaglia, per la maggior parte delle volte silenziosa e subdola, sto imparando quindi a non giudicare mai, a farmi domande, a fare tesoro del mio dolore per provare a comprendere anche quello degli altri, e non per pietà né tantomeno per masochismo, semplicemente perché non voglio essere giudice di niente e nessuno. La strada è lunga, capita spesso di cadere nel tranello del giudizio, credo che la cosa importante sia, anche a distanza di tempo, interrogarsi ed eventualmente correggere il tiro.. ed allora grazie a te Dani per avermi sicuramente reso migliore.
Papi.